Diario WYWorld Australia | Il cielo immenso nel Down Under

È solo confusione nella nostra testa dal momento in cui abbiamo scelto di volare in Australia. Nessun piano, niente di specifico, solo qualche contatto giusto, forse.Cosi siamo giunti nella terra rossa in 5 ore da Singapore con un volo lowcost di quelli che è una fortuna se stanno in cielo. Così ho visto nel buio più totale la luce di Perth.

Olive Country, Gingin, Australia, 2013

Agitata per quanto potesse accadere in frontiera non stavo più nella pelle, lo stomaco faceva faville già dal giorno prima e la testa aveva già incominciato 5 diversi film, 8 diverse possibili risoluzioni di come poteva finire con la signorina acida o con l'omone frustrato e annoiato della frontiera.
Scendiamo dall'aereo, ma non c'è niente di romantico nel farlo, siamo introdotti facilmente all'interno dell'edificio senza neanche dover mettere naso fuori. Eccoci dopo un vagare per l'aeroporto arriviamo finalmente al fatidico “sei dentro”/“sei fuori”.
Un po' come se fosse una competizione con gli altri passeggeri mi sento in dovere di arrivare fino all'uscita. Procedura standard con foglietto che vi danno in aereo dove dovete affermare solitamente cose abbastanza ridicole. Il passaporto è nella mano destra e il foglietto in quella sinistra, mi sento come se dovessi puntare su un cavallo vincente. Questo è compilato diligentemente affermando anche che sulle scarpe da trekking c'è della terra da circa due mesi. Fiondo tutto alla signorina che mi squadra giusto una volta per confrontare la foto, that's all. Penso fiù…non mi ha chiesto niente, di solito mi parlano in maniera incomprensibile quasi lo facciano apposta per vedere come reagisco.

Carta di immigrazione; photo by guida per i viaggiatori governo Australiano

Arriviamo finalmente ai rulli dove ritirare la valigia e subito mi assale un'altra paura: il nostro fattore come sarà? Gentile? Burbero? Alto? Basso? Grasso?…è troppo tardi non ho avuto un momento per realizzare di essere passata alla frontiera Australiana che già temo di quello che troverò dietro la porta manco fosse c'è posta per te. Siamo quasi giunti in Australia quando veniamo fermati per farci controllare le scarpe fangose e poi dopo le porte degli arrivi…eccolo li… con una maglietta bianca bucherellata e pantaloni ¾, look da surfer, o come scopriremo wind-surfer, ma faccia da 60enne, è così… è lui… è Angus il mitico fattore.
La strada ci ha portato in un piccolo paese (Gingin) a circa 1 ora di distanza da Perth, nel Western Australia. L'oscurità ci ha nascosto ogni cosa fin dall'inizio. Davanti a noi solo una strada illuminata dai fari del veicolo che viaggiava spedito verso la nostra fattoria.
Una volta varcato il cancello speravamo di vedere almeno gli oliveti di cui ci saremmo dovuti prendere cura ma niente, non era ancora il momento.
Angusci parlava di ulivi e zafferano mentre noi eravamo costretti ad immaginarci tutto.
È bastato vedere la prima alba australiana dalla finestra della nostra stanza per renderci conto che eravamo in una terra totalmente differente dalle ultime visitate. Un cielo immenso si è presentato ai nostri occhi quasi volessi farsi bello, uno stupore che continua tutt'ora, i colori sono poesia pura e ogni giorno cambiano, la grandezza di questo sembra disegnare la sfera perfetta del pianeta.

Casa in Gingin, Australia, 2013

L'olivetoè diventato realtà e nel giro di pochi giorni abbiamo imparato tutte le nozioni fondamentali per raccogliere olive (lavoro assai faticoso) e imbottigliare l'olio che durante la notte Angus ha lentamente prodotto.

Nuovi oliveti Picual, Guinea Grove, Farm, Gingin, Australia, 2013
Oliveto, Guinea Grove Farm, Gingin, Australia, 2013

Lo zafferano a differenza ci ha fatto attendere un mese, ma da un giorno con l'altro ne sono spuntati più di 600 senza dare nessun preavviso. Fiori violacei come le violette, ma più grandi e con dentro tre minuscoli filamenti rossi da cui ne esce la magica spezia. Ovviamente non abbiamo mancato di far provare al fattore un risotto alla milanese come il cielo comanda. Se volete proprio saperla tutta ogni mattina presto, nel raccogliere questi fiori, assistiamo a spettacoli "pietosi" di api ubriache e drogate che muoiono dentro allo zafferano oppure se recuperate in tempo vengono trasportate sulla sabbia, da me "servizio auto per hangover bees", e da qui in poi rotolano finché non ritornano a volare.

Fiori di Zafferano, Guinea Grove Farm, Gingin, Australia, 2013

Inoltre ci prendiamo cura di una 30 di bestiole di cui ormai mi vanto di essere la loro regina, anche se questo non è assolutamente vero dal momento che ben poche volte la vinco io su di loro, queste sono le mitiche Guinea fowls, ovvero delle faraone, gli animali più comici che io abbia mai incontrato. Sono davvero le migliori e quelle che mi rallegrano e a volte mi fanno arrabbiare di più in una giornata intensa di raccolto.

Guinea Fowls, Guinea Grove Farm, Gingin, Australia, 2013

Come non dirvi dei canguri e gli emu? che si possono scorgere al mattino dalla propria finestra oppure incontrarli sulla strada che porta all'uliveto mentre guidiamo una vecchia Toyota del '68 o come la chiamano qui “Tojo” che ogni mattina tossisce faticosamente e si lamenta senza partire, come un bimbo che si rifiuta di scendere dal letto, è così che ogni volta dobbiamo sistemarla ed è così inoltre che siamo diventati meccanici in men che non si dica.

Tojo, Guinea Grove Farm, Gingin, Australia, 2013

Un giorno vi racconteremo anche di Angus che ha alle spalle una famiglia di veri viaggiatori e lui stesso che è inglese è nato a Ceylon e con questo ho detto tutto.

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